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L'orizzonte zapatista PDF Stampa E-mail
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mercoledì 19 novembre 2008 07:40

 La Jornada – Martedì 18 novembre 2008

Luis Hernández Navarro

L’orizzonte zapatista

 

Ya se mira el horizonte”, dice la prima strofa dell’inno zapatista. Quell'orizzonte non è

una destinazione lontana o irraggiungibile. Non è un'idea astratta. Almeno in parte, le

comunità ribelli del sudest messicano l'hanno trasformato in un fatto reale.

Questo lunedì 17 novembre si compiono 25 anni dalla fondazione dell'Esercito Zapatista

di Liberazione Nazionale (EZLN). Due decenni e mezzo di un'esperienza che ha trasformato

la politica e la società messicana e che ha ispirato le molteplici forme dell'arcipelago

altromondista che in molti paesi lotta per un altro mondo.

Lo zapatismo ha costruito una delle esperienze di autogestione più profonde e innovatrici di

quante si siano viste in America Latina: la Comune della Lacandona. Nonostante

l'accerchiamento militare e l'offensiva economica contro di loro, le comunità ribelli si sono

date forme di autogoverno stabile, vivono secondo le loro regole e si sono fatte carico del

proprio sviluppo.

Lungi dall'esaurirsi col tempo, il trascorrere degli anni consolida ed approfondisce il loro

laboratorio di futuro alternativo e di un'altra politica. L'autonomia qui non solo è una proposta

o una rivendicazione politica, ma un fatto pratico, un'esperienza sistematizzata; è pensiero con

i piedi per terra.

Quest'impresa di resistenza ribelle è riferimento e stimolo per milioni di indigeni in tutto il paese.

È una dimostrazione che l'autonomia di fatto è possibile. È la prova che esiste chi non si

arrende né si vende.

Durante 15 anni quattro amministrazioni federali e sei statali hanno destinato risorse miliardarie

per contenere e distruggere lo zapatismo. Non ci sono riuscite. Malgrado abbiano speso

migliaia di milioni di pesos in opere pubbliche, progetti produttivi, forniture alimentari e denaro

contante per comperare le coscienze, non sono riusciti a spegnere la fiamma della dignità

indigena. I ribelli non accettano un solo pesos dai governi.

Il denaro governativo è arrivato con il bastone. La persecuzione poliziesco-militare contro

l'insurrezione non cessa. L'Esercito Messicano mantiene acquartierato nella zona ribelle

migliaiadi uomini. I pattugliamenti sono costanti. Tuttavia, né questa presenza né quella dei

diversi corpi di polizia sono riusciti disarticolare la resistenza.

Tra le conseguenze immediate che l'insurrezione zapatista ha avuto per il movimento sociale,

c'è quella di aver costruito una visione di ciò che è possibile raggiungere con la lotta, molto più

ampia di quella esistente fino al 1994. Il margine di azione statale è minore, e maggiori sono le

concessioni che deve fare alle organizzazioni. Anche se non sempre lo sanno né ne

approfittano,i movimenti indipendenti hanno oggi uno spazio molto più ampio per il

loro sviluppo.

Dal 1994, quando si stabilì la Convenzione Nazionale Democratica, gli zapatisti hanno

convocato diverse iniziative per organizzare e offrire un canale allo scontento nazionale.

Nella maggioranza dei casi hanno proposto che fossero altri a guidarle. Fino

all'Altra Campagnanessuna ha avuto successo: sono tutte naufragate in mezzo alle dispute

interne di potere delle diverse personalità e correnti di sinistra. L'Altra Campagna aspetta

ancora la grande prova del fuoco. E' ancora pendente la diffusione di un programma nazionale

di lotta e la dimostrazionedi fino a dove sono arrivate le reti di solidarietà ed azione costruite

durante il cammino.

Gli zapatisti mantengono grandi simpatie nel mondo indio, tra i giovani, tra i contadini poveri

ed i coloni urbani. Al contrario, l'appoggio di cui godevano tra importanti settori del mondo

intellettuale è svanito. La solidarietà che qualche volta hanno raccolto tra ampie frange della

sinistra di partito si è trasformata in decisa avversione. Molte delle ONG che qualche volta

sono state vicine alla loro causa si sono ora allontanate.

L'insurrezione del 1994 rianimò e stimolò la formazione di importanti movimenti sociali

rivendicativi e di opposizione. Per anni l'EZLN è stato il catalizzatore delle proteste sociali di

diversissimo segno al di fuori della sua area di influenza diretta. Oggi questa funzione sembra

essere giunta alla fine. Gli zapatisti sembrano aver privilegiato la costruzione delle proprie forze.

Importanti movimenti politici e sociali fuori della sua orbita di ascendenza non hanno meritato,

da parte sua, espressioni esplicite di solidarietà.

Gli zapatisti hanno tracciato molto chiaramente una linea di separazione tra i loro amici e chi

non lo è, compresi attori di sinistra molto importanti. Una parte importante dei loro vecchi

alleati del passato ha smesso di esserlo per diverse ragioni. Il comportamento dei legislatori

del Partito della Rivoluzione Democratica (PRD) nell'approvazione della legge indigena, le

reiterate pratiche repressive del governo perredista del Chiapas e la presenza di connotati

cacicchi nelle sue file hanno chiuso le porte a qualsiasi collaborazione con la classe politica

che si proclama progressista. Anche se hanno denunciato la frode di cui è stato oggetto, gli

zapatisti si sono chiaramente dissociati dalla campagna elettorale di Andrés Manuel López

Obrador e non hanno espresso una posizione ufficiale sul movimento a difesa del petrolio.

Le difficili condizioni della loro lotta e la disciplina militare con la quale agiscono li porta, a

volte, a giudicare severamente molti dei loro amici ed alleati. L'enorme complessità della lotta

sociale nel paese non è sempre stata inserita nelle loro decisioni politiche.

Come è successo molte volte dal 1994, c'è chi ora assicura che i ribelli non hanno più impatto

nel paese. L'esperienza mostra che chi afferma questo si sbaglia. I ribelli sono tornati al centro

della politica nazionale con successo più di una volta. Sebbene alcune delle loro definizioni

politiche possano essere state sbagliate, contano su un capitale etico enorme che conferisce

loro credibilità e capacità di convocazione.

Lo zapatismo rappresenta una rottura formidabile con i vecchi modi di fare politica che,

nonostante il trascorrere degli anni, conserva la sua freschezza. A 25 anni dalla fondazione

dell'EZLN il suo orizzonte è qui e continuerà a farsi sentire.

 

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)


Ultimo aggiornamento ( mercoledì 19 novembre 2008 07:55 )
 
BUON COMPLEANNO PDF Stampa E-mail
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lunedì 17 novembre 2008 09:09

La Jornada – Sabato 15 novembre 2008

 

Los de Abajo

 

Gloria Muñoz Ramírez

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COMPLEANNO D’ARGENTO

 

 

Il prossimo 17 novembre gli zapatisti del Chiapas, Messico e del mondo festeggeranno il

primo quarto di secolo di un’organizzazione politico-militare venuta alla luce con

l’insurrezione indigena del primo gennaio 1994, data storica che segna un prima e un dopo

non solo della vita politica nazionale, ma della speranza di un popolo e del suo diritto di

ribellarsi.

 

Pochissime persone fuori del Chiapas erano a conoscenza del segreto dell’incubazione di un

movimento guerrigliero nella selva Lacandona. Dovevano passare dieci anni di organizzazione

clandestina perchè i popoli maya ed i ribelli che formano l’Esercito Zapatista di Liberazione

azionale decidessero di dichiarare guerra al governo del Messico ed al suo esercito. E da

quel momento sono già trascorsi 15 anni.

 

Dieci anni di crescita nell’oscurità, nel silenzio di chi non ha altro da perdere. Tra il 1983 e

1993 gli zapatisti erano soli. Un periodo della loro storia che è stato svelato solo in parte e

non si riesce ancora a dimensionare. Un decennio quasi inverosimile ed inimmaginabile, se

non fosse per le testimonianze di chi partecipò alla crescita ed al consolidamento di un

esercito formato da migliaia di combattenti e decine di migliaia di basi di appoggio. Tutte

e tutti loro festeggiano il compleanno d'argento.

 

Come ogni anno ci saranno feste negli accampamenti e villaggi zapatisti, così come si

svolgono celebrazioni in molte parti del Messico e del mondo. Nel 10° arrondissement

di Parigi ci sarà festa con cuscus berbero organizzata dal Comitato di Solidarietà con i Popoli

del Chiapas in Lotta, mentre il prossimo 20 novembre la festa si realizzerà a Münster,

Germania, con la proiezione del documentario La Rebelión de la Dignidad.

 

Tutto il mese di novembre è stato scelto da diversi collettivi della Grecia per celebrare i

popoli zapatisti. Ad Atene, Salonicco, Patrasso, Ioanina e Creta ci saranno incontri e

conferenze sul cammino dell'autonomia zapatista. E nella città di Göteborg, Svezia,

il 29 novembre si svolgerà un festival latinoamericano con ritmi "tremendamente latini",

in appoggio ai popoli originari del sudest messicano e del Salvador.

 

In Austria, il 15 novembre, si tiene la festa "Tutti i colori di Vienna" ed il 17 ci sarà una notte

culturale con musica, foto e documentari. A Saragozza, Spagna, c'è stata baldoria zapatista

il 14 novembre e tutta una giornata di attività per denunciare la repressione a San Salvador

Atenco e diffondere l'autonomia dei popoli del Chiapas. È un quarto di secolo, ma, come

direbbe il tenente colonnello Moisés, "è molto poco, ne manca ancora". Congratulazioni e

grazie a tutti i popoli che compiono questo quarto di secolo.

 

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

Ultimo aggiornamento ( lunedì 17 novembre 2008 09:20 )
 
Bambino zapatista ferito con un machete da elementi della Opddic PDF Stampa E-mail
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lunedì 20 ottobre 2008 09:29

La Jornada – Sabato 18 ottobre 2009

I tre aggressori erano già colpiti da mandato di cattura non eseguito, afferma il CDHFBC

Bambino zapatista ferito con un machete da elementi della Opddic

Oltre ad attentare alla sua vita, l'aggressione è avvenuta con premeditazione, perfidia e vantaggio, afferma il CDHFBC

Hermann Bellinghausen

Il Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de las Casas (CDHFBC) ha rivelato che il 10 ottobre è venuto a conoscenza dell'aggressione contro Carmelino Navarro Jiménez, di 9 anni, ferito con un machete da tre membri dell'Organizzazione per la Difesa dei Diritti Indigeni e Contadini (Opddic) nel villaggio tzeltal Bayulubmax, Chiapas, dove l'anno scorso le stesse persone avevano perpetrato un'aggressione armata contro basi di appoggio zapatiste.   Nei verbali di denuncia del municipio autonomo Olga Isabel è riportata la testimonianza del minorenne, di famiglia zapatista: "Era uscito di casa con una bottigli di pozol e, in compagnia di sua cognata Manuela, si stava dirigendo alla piantagione di caffè in cui lavorava suo papa e durante il tragitto si sono imbattuti in Juan Navarro Aguilar che aveva un machete, e José Navarro Deara e José Manuel Navarro Gómez, armati con armi da fuoco". I tre, è stato accertato, sono dirigenti della Opddic nella comunità sui quali pendono mandati di cattura non eseguiti.   A quel punto hanno aggredito il bambino e sua cognata. "Il bambino è caduto perché portava il suo zainetto e l'hanno 'pugnalato' col machete". Navarro Deara e Navarro Gómez hanno rincorso la donna. "E' stato Juan Navarro Aguilar a pugnalare Carmelino".    Manuela Morales Gómez è riuscita a chiedere aiuto nelle piantagioni di caffè dove stavano lavorando suo marito, i suoi cognati e suo suocero. Questi hanno trovato il bambino "a terra, sanguinante dal fianco e quasi senza conoscenza".  

Referto medico

Il referto del promotore di salute della clinica municipale autonoma rende conto delle ferite: "Ferita lacerocontusa con entrata di quattro centimetri ed uscita di tre centimetri, con una traiettoria dall'alto verso il basso di 17 centimetri e profondità di tre centimetri, che ha colpito pelle, tessuto adiposo e muscolo dorsale".   Il CDHFBC conferma che la ferita ha richiesto 15 punti di sutura. "Oltre ad attentare alla vita del minorenne, l'aggressione è stata fatta con premeditazione, perfidia e vantaggio". Sugli aggressori già pendevano mandati di cattura (istruttoria 112/2007) per i fatti avvenuti il 10 agosto 2007, quando avevano cercato di assassinare ed avevano ferito gravemente a spari e machete Leonardo Navarro Jiménez e Juan Navarro Jiménez, padre e fratello di Carmelino”.   L'autorità giudiziale eseguì solo quattro mandati di cattura e lasciò liberi altri nove aggressori, tra loro Navarro Aguilar, Navarro Deara e Navarro Gómez. Il padre ed il fratello di Carmelino sono stati feriti l'anno scorso con armi da fuoco da queste stesse persone. A Leonardo "la pallottola ha attraversato la mandibola lasciandogli una lesione permanente che ha compromesso la parola e la masticazione, mentre a Juan il proiettile è rimasto nella spalla ed ha ricevuto un fendente in testa, all'altezza della fronte, che gli ha lasciato una cicatrice permanente", aggiunge il rapporto del municipio zapatista. Non sono stati uccisi grazie all'intervento di altri abitanti della comunità.  

Indagini deficienti

Secondo il CDHFBC, i mandati di cattura contro gli aggressori della Opddic non sono stati eseguiti in tempo dagli agenti ministeriali ascritti al Ministero di Giustizia del Chiapas, per "deficiente integrazione delle indagini ed insufficiente fondamento e motivazione del giudice locale nell'emissione dei mandati di cattura”.

L'avvocato e consulente legale della Opddic, David Gómez, già stato destituito dalla carica di viceprocuratore di Giustizia Indigena dello stato per la sua responsabilità - "fino ad ora riscontrata" - nel massacro di Acteal, aveva presentato appello per gli aggressori, che la Federazione aveva accolto

 

 (Traduzione “Maribel”)

 

Ultimo aggiornamento ( lunedì 20 ottobre 2008 09:39 )
 
PRIMO FESTIVAL MONDIALE DELLA DEGNA RABBIA - CHIAPAS PDF Stampa E-mail
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domenica 09 novembre 2008 11:42
PER TUTTE LE INFORMAZIONI PER PARTECIPARE AL FESTIVAL CONSULTARE LA PAGINA WEB:
http://enlacezapatista.ezln.org.mx
 
 
COMUNICATO DEL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO-COMANDANCIA GENERALE DELL’ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE.
COMMISSIONE SESTA-COMMISSIONE INTERGALATTICA DELL’EZLN.
MESSICO
15 E 16 SETTEMBRE 2008
 
A GLI/LE ADERENTI ALLA SESTA DICHIARAZIONE E ALL’ALTRA CAMPAGNA
A GLI/LE ADERENTI ALLA ZEZTA INTERNAZIONAL:
AL POPOLO DEL MESSICO:
AI POPOLI DEL MONDO:
COMPAGNE E COMPAGNI:
FRATELLI E SORELLE:
 
Di nuovo rivolgiamo la nostra parola. 
Questo vediamo, questo guardiamo. 
Questo giunge al nostro udito, arriva al nostro cuore scuro.
 
I.
Là in alto vogliono ripetere la loro storia. 
Vogliono tornare ad imporci il loro calendario di morte, la loro geografia di distruzione. 
Quando non ci sradicano dalle nostre radici, le distruggono. 
Ci rubano il lavoro, la forza. 
Lasciano senza persone, senza vita, i nostri mondi, la terra, le sue acque e tesori. 
Le città ci perseguitano ed espellono. 
I campi muoiono e ci fanno morire. 
E la menzogna si trasforma in governi e l'usurpazione l'arma i loro eserciti e poliziotti. 
Nel mondo siamo illegali, clandestini, indesiderati. 
Siamo perseguitati. 
Donne, giovani, bambini, anziani muoiono in morte e muoiono in vita. 
E là in alto predicano la rassegnazione, la sconfitta, la claudicazione, l'abbandono per quelli in basso. 
Qua in basso restiamo senza niente. 
Solo rabbia. 
Solamente dignità.
Non c'è ascolto per il nostro dolore se non da chi è come noi. 
Non siamo nessuno. 
Siamo soli e solo con la nostra dignità e con la nostra rabbia. 
Rabbia e dignità sono i nostri ponti, i nostri linguaggi. 
Ascoltiamoci dunque, conosciamoci. 
Che il nostro coraggio cresca e si faccia speranza. 
Che la dignità sia di nuovo radice e nasca un altro mondo. 
Abbiamo visto ed ascoltato. 
Piccola è la nostra voce per fare da eco a questa parola, il nostro sguardo è piccolo per così tanta degna rabbia. 
Ancora dobbiamo vederci, guardarci, parlarci, ascoltarci. 
Siamo altri, altre, altro.
Se il mondo non ha un posto per noi, allora bisogna fare un altro mondo. 
Senza altri strumenti che la rabbia, senza altro materiale che la nostra dignità. 
Dobbiamo ancora incontrarci, conoscerci. 
Manca quello che manca…
 
II
A 3 anni dalla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, l'EZLN ha fatto una riflessione collettiva, alimentata dall'orizzonte più ampio di quello che le/i nostr@ compagn@ dell'Altra Campagna in Messico e della Zezta Internazionale nel Mondo ci hanno regalato. 
Non è poco quello che abbiamo visto ed ascoltato, a volte direttamente, a volte nelle parole e negli sguardi degli altri, delle altre. 
Tanta è la rabbia che abbiamo toccato e tanta la dignità che abbiamo trovato, che pensiamo di essere ancora più piccoli di quello che credevamo. 
In Messico e nei 5 continenti abbiamo trovato quello che avevamo intuito quando abbiamo iniziato questo nostro sesto passo: c'è un altro mondo, c'è un'altra strada. 
Se la catastrofe che si avvicina si può impedire e l'umanità ha un'altra opportunità, sarà per quest@ altr@ che, in basso e a sinistra, non solo resistono, ma già abbozzano il profilo di un'altra cosa. 
Qualcosa di diverso da quello che succede in alto.

Nell'impossibile geometria del Potere politico, i fondamentalismi si distribuiscono equamente: le destre tornano ultradestre e le sinistre istituzionali mutano nell'impossibile destra erudita. Chi si lamenta sulla stampa progressista del fatto che i fanatici della stampa opposta censurano, distorcono e calunniano il loro capo, a sua volta censura, distorce, calunnia e tace di fronte a qualsiasi altro movimento che non si piega al giudizio del capoccia, e senza pudore distribuiscono condanne ed assoluzioni al ritmo mediatico assurdo. Fanatici di una e dell'altra parte si disputano bugie travestite di verità ed i crimini valgono secondo il tempo mediatico che occupano. Ma tutto questo non è altro che il pallido riflesso di quello che succede nella politica.

Il disgusto di fronte al cinismo e l'incompetenza delle classi politiche tradizionali, si è trasformato in rabbia. A volte questa rabbia persegue la speranza di un cambiamento sulle stesse strade di sempre e si imbatte nella delusione che immobilizza o nella forza arbitraria che soffoca. Il nord confuso e brutale torna alle solite. Quando non fomenta frodi elettorali (come in Messico) promuove, incoraggia e finanzia colpi di Stato (come sta tentando ora in Bolivia e Venezuela). La guerra continua ad essere la sua diplomazia internazionale per eccellenza: Iraq ed Afghanistan bruciano ma, per la disperazione dell'alto, non si consumano.

Le imposizioni di egemonia ed omologazione su scala mondiale, trovano nelle nazioni, nelle regioni e nelle piccole località, gli apprendisti stregoni che tentano l'impossibile ritorno storico ad un passato dove il fanatismo era legge ed il dogma scienza. Nel frattempo, le classi politiche di governo hanno trovato nel mondo del teatro il travestimento adeguato per occultare il loro ingresso nel crimine organizzato.

Stanco di tanta avarizia, il pianeta comincia a presentare l'impagabile conto della sua distruzione. Ma anche le catastrofi "naturali" sono di classe e le sue stragi si fanno sentire soprattutto tra quelli che non hanno niente e non sono nessuno. Di fronte a questo, la stupidità del Potere non ha limiti: milioni e milioni di dollari sono impiegati per fabbricare nuove armi ed installare altre basi militari. Il Potere del capitale non si preoccupa di formare maestr@, medici, ingenier@, ma soldati. Non prepara costruttor@, ma altro distruttori. 
E chi si oppone a questo è perseguitat@, incarcerat@,  assassinat@ . 

In Messico in prigione ci sono contadini che difendevano la loro terra (San Salvador Atenco); in Italia sono perseguiti e trattati come terroristi coloro che si oppongono all'installazione di basi militari; nella Francia di "libertà, uguaglianza e fraternità" gli esseri umani sono liberi, uguali e fratelli solo se lo dicono i documenti; in Grecia la gioventù è un vizio da sradicare; ed ancora in Messico, ma ora nella città con lo stesso nome, i giovani sono criminalizzati ed assassinati e non succede niente perché non rientra nell'agenda che in alto dettano quelli di una e dell'altra parte, mentre una consultazione legittima si trasforma nel penoso lavarsi le mani di un capo di governo assassino; nella Spagna della moderna Unione Europea si chiudono giornali e si criminalizza una lingua, il basco, pensando che uccidere la parola uccide chi la inalbera; nell'Asia tanto vicina, alle richieste contadine si risponde con ingiustizie blindate; nella
superba Unione Americana, nata dal sangue di immigranti, si perseguono ed uccidono gli/le altr@ colori che vi lavorano; nel lungo dolore che si chiama America Latina è disprezzato e umiliato il sangue scuro che la sostiene; nel Caribe ribelle, un paese, Cuba, deve sommare alla disgrazia naturale quella di un blocco imperiale che non è altro che un crimine impunito.
Ed in tutti gli angoli della geografia del mondo e tutti i giorni dei loro calendari, coloro che lavorano, coloro che fanno andare avanti le cose, sono spogliati, disprezzati, sfruttati, repressi. 

Ma ci sono anche volte, molte, tante, in cui ci strappano il sorriso, in cui le rabbie cercano le proprie strade, nuove, altre. Ed il "no" che si alza non solo resiste, ma comincia a proporre, a proporsi. 
Dalla nostra apparizione pubblica, orami quasi 15 anni fa, è stato nostro impegno l'essere ponte affinché le ribellioni passino da una parte all'altra. 
A volte ci siamo riusciti, a volte no. 
Ora vediamo e sentiamo non solo la ribelle resistenza che, sorella e compagna, continua ad essere al nostro fianco ed incoraggia i nostri passi. 
C'è ora qualcosa che prima non c'era, o che non riusciamo a vedere allora. 
C'è una rabbia creativa. 
Una rabbia che dipinge di tutti i colori le strade del basso e a sinistra nei cinque continenti…
 
III
PER TUTTO QUESTO, E COME PARTE DEGLI EVENTI IN OCCASIONE DEL 25 ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DELL'ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE, I 15 ANNI DELL'INIZIO DELLA GUERRA CONTRO L'OBLIO, IL QUINTO ANNO DELLE GIUNTE DI BUON GOVERNO ED IL TERZO ANNO DELL'ALTRA CAMPAGNA E DELLA ZEZTA INTERNAZIONALE, GLI UOMINI, DONNE, BAMBINI ED ANZIANI DELL'EZLN INVITIAMO TUTT@ I RIBELLI DEL MESSICO E DEL MONDO ALLA CELEBRAZIONE DEL

PRIMO FESTIVAL MONDIALE DELLA RABBIA DEGNA

DAL TEMA:
UN ALTRO MONDO, UN ALTRO CAMMINO: IN BASSO E A SINISTRA

CHE SI SVOLGERÀ NELLE SEGUENTI SEDI E DATE:
NELL’ALTRA CITTÀ DEL MESSICO, DISTRITO FEDERAL, I GIORNI 26, 27, 28 E 29 DICEMBRE 2008. NELLA STRUTTURA DELL'ASSOCIAZIONE LOS CHARROS REYES DI IZTAPALAPA, del Frente Popular Francisco Villa Independiente-UNOPII, avenida Guelatao # 50, Colonia Álvaro Obregón, Delegación Iztapalapa, vicino alla stazione Guelatao della metropolitana, dove si terrà l’esposizione. E NEL LOCALE DELLA UNÍOS, calle Dr. Carmona y Valle #32, colonia Doctores, vicino alla stazione Cuauhtemoc della metropolitana, dove si svolgeranno altre attività.

NEL CARACOL DI OVENTIK, CHIAPAS, SEDE DELLA GIUNTA DI BUON GOVERNO “CORAZÓN CÉNTRICO DE LOS ZAPATISTAS DELANTE DEL MUNDO”, I GIORNI 31 DICEMBRE 2008 E PRIMO GENNAIO 2009.
NELLA CITTÀ DI SAN CRISTÓBAL DE LAS CASAS, CHIAPAS, I GIORNI 2, 3 E 4 GENNAIO 2009. NELLA SEDE DEL CIDECI, che si trova s Camino Real de San Juan Chamula s/n, Colonia Nueva Maravilla.
 
ALCUNI DEI SOTTO-TEMI DEL FESTIVAL SARANNO:
.- UN’ALTRA CAMPAGNA
.- UN’ALTRA POLITICA
.- UN’ALTRA CITTÀ
.- UN ALTRO MOVIMENTO SOCIALE
.- UN’ALTRA COMUNICAZIONE
.- UN’ALTRA STORIA
.- UN’ALTRA ARTE E UN’ALTRA CULTURA
.- UN’ALTRA SESSUALITÀ
 
IL FESTIVAL “UN ALTRO MONDO, UN ALTRO CAMMINO: IN BASSO E A SINISTRA”, AVRÀ LE SEGUENTI CARATTERISTICHE:

1. - Nella sede di Città del Messico sarà installata una grande esposizione nazionale ed internazionale dove ogni lotta, ogni esperienza, ogni rabbia avrà un suo spazio dove potrà mostrare la sua lotta ed il suo coraggio. Affinché tutt@ possiamo guardarli, ascoltarli, conoscerli. 
2. - Nella sede in territorio zapatista, la dignità e la rabbia si faranno arte e cultura, musica e canto, perché la ribellione si balla. E con le parole il dolore si farà speranza. 
3. - Nella sede a San Cristóbal de las Casas, Chiapas, la parola andrà e verrà per far nascere altre parole e dare forza e ragione alla rabbia.
4.- I gruppi, collettivi ed organizzazioni nazionali ed internazionali che parteciperanno al festival saranno solo quelli invitati per tale scopo. Per questo, la Commissione Sesta dell'EZLN ha avviato consultazioni con organizzazioni politiche e sociali, così come con collettivi e gruppi anarchici e libertari, di comunicazione alternativa, di arte e cultura, di difesa dei diritti umani, di lavoratori e lavoratrici del sesso, con intellettuali attivisti sociali, con ex prigionier@ politic@, tutt@ aderenti alla Sesta Dichiarazione; e con gruppi, collettivi ed organizzazioni di altri paesi, tutt@ parte della Zezta Internazional. Dopo queste consultazioni si stabiliranno i criteri per gli inviti e le regole di partecipazione.
5. - Per le tavole rotonde e conferenze, l'EZLN inviterà organizzatori sociali, pensator@ e dirigenti di progetti anticapitalisti del Messico e del Mondo. La lista degli invitati sarà resa nota in seguito. 
6. - Ulteriori dettagli su come pensiamo sarà questo festival della degna rabbia saranno comunicati a tempo opportuno (cioè, quando avremo un'idea approssimativa della faccenda in cui vi stiamo cacciando). 
Per ora è tutto.
 
LIBERTÀ E GIUSTIZIA PER ATENCO!

Dalle montagne del Sudest Messicano.
Per il Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno-Comando Generale dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.
Subcomandante Insurgente Marcos
Messico, Settembre 2008

(Traduzione Comitato Chiapas “Maribel” – Bergamo)

PER TUTTE LE INFORMAZIONI PER PARTECIPARE AL FESTIVAL CONSULTARE LA PAGINA WEB:
http://enlacezapatista.ezln.org.mx
 
Bambino zapatista ferito con un machete da elementi della Opddic PDF Stampa E-mail
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lunedì 20 ottobre 2008 09:29

La Jornada – Sabato 18 ottobre 2009

I tre aggressori erano già colpiti da mandato di cattura non eseguito, afferma il CDHFBC

Bambino zapatista ferito con un machete da elementi della Opddic

Oltre ad attentare alla sua vita, l'aggressione è avvenuta con premeditazione, perfidia e vantaggio, afferma il CDHFBC

Hermann Bellinghausen

Il Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de las Casas (CDHFBC) ha rivelato che il 10 ottobre è venuto a conoscenza dell'aggressione contro Carmelino Navarro Jiménez, di 9 anni, ferito con un machete da tre membri dell'Organizzazione per la Difesa dei Diritti Indigeni e Contadini (Opddic) nel villaggio tzeltal Bayulubmax, Chiapas, dove l'anno scorso le stesse persone avevano perpetrato un'aggressione armata contro basi di appoggio zapatiste.   Nei verbali di denuncia del municipio autonomo Olga Isabel è riportata la testimonianza del minorenne, di famiglia zapatista: "Era uscito di casa con una bottigli di pozol e, in compagnia di sua cognata Manuela, si stava dirigendo alla piantagione di caffè in cui lavorava suo papa e durante il tragitto si sono imbattuti in Juan Navarro Aguilar che aveva un machete, e José Navarro Deara e José Manuel Navarro Gómez, armati con armi da fuoco". I tre, è stato accertato, sono dirigenti della Opddic nella comunità sui quali pendono mandati di cattura non eseguiti.   A quel punto hanno aggredito il bambino e sua cognata. "Il bambino è caduto perché portava il suo zainetto e l'hanno 'pugnalato' col machete". Navarro Deara e Navarro Gómez hanno rincorso la donna. "E' stato Juan Navarro Aguilar a pugnalare Carmelino".    Manuela Morales Gómez è riuscita a chiedere aiuto nelle piantagioni di caffè dove stavano lavorando suo marito, i suoi cognati e suo suocero. Questi hanno trovato il bambino "a terra, sanguinante dal fianco e quasi senza conoscenza".   Referto medico   Il referto del promotore di salute della clinica municipale autonoma rende conto delle ferite: "Ferita lacerocontusa con entrata di quattro centimetri ed uscita di tre centimetri, con una traiettoria dall'alto verso il basso di 17 centimetri e profondità di tre centimetri, che ha colpito pelle, tessuto adiposo e muscolo dorsale".   Il CDHFBC conferma che la ferita ha richiesto 15 punti di sutura. "Oltre ad attentare alla vita del minorenne, l'aggressione è stata fatta con premeditazione, perfidia e vantaggio". Sugli aggressori già pendevano mandati di cattura (istruttoria 112/2007) per i fatti avvenuti il 10 agosto 2007, quando avevano cercato di assassinare ed avevano ferito gravemente a spari e machete Leonardo Navarro Jiménez e Juan Navarro Jiménez, padre e fratello di Carmelino”.   L'autorità giudiziale eseguì solo quattro mandati di cattura e lasciò liberi altri nove aggressori, tra loro Navarro Aguilar, Navarro Deara e Navarro Gómez. Il padre ed il fratello di Carmelino sono stati feriti l'anno scorso con armi da fuoco da queste stesse persone. A Leonardo "la pallottola ha attraversato la mandibola lasciandogli una lesione permanente che ha compromesso la parola e la masticazione, mentre a Juan il proiettile è rimasto nella spalla ed ha ricevuto un fendente in testa, all'altezza della fronte, che gli ha lasciato una cicatrice permanente", aggiunge il rapporto del municipio zapatista. Non sono stati uccisi grazie all'intervento di altri abitanti della comunità.  

Indagini deficienti

 

Secondo il CDHFBC, i mandati di cattura contro gli aggressori della Opddic non sono stati eseguiti in tempo dagli agenti ministeriali ascritti al Ministero di Giustizia del Chiapas, per "deficiente integrazione delle indagini ed insufficiente fondamento e motivazione del giudice locale nell'emissione dei mandati di cattura”.

L'avvocato e consulente legale della Opddic, David Gómez, già stato destituito dalla carica di viceprocuratore di Giustizia Indigena dello stato per la sua responsabilità - "fino ad ora riscontrata" - nel massacro di Acteal, aveva presentato appello per gli aggressori, che la Federazione aveva accolto

 

 (Traduzione “Maribel”)

 

 
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